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Introduzione
Natura
2000 è il nome che il Consiglio dei Ministri dell'Unione
Europea ha assegnato ad un sistema coordinato e coerente (una
"rete") di aree destinate alla conservazione della biodiversità
presente nel territorio dell'Unione stessa ed in particolare
alla tutela di una serie di habitat e di specie animali e vegetali
indicati negli allegati I e II della Direttiva "Habitat". L'individuazione
dei siti da proporre è stata realizzata in Italia dalle singole
Regioni e Province autonome. La rete Natura 2000 nasce dalle
due direttive comunitarie Uccelli e Habitat,
estremamente innovative per quanto riguarda la legislazione
sulla conservazione della natura. Questi due strumenti non solo
hanno colto l'importanza di tutelare gli habitat per proteggere
le specie, recependo in pieno i principi dell'ecologia che vedono
le specie animali e vegetali come un insieme con l'ambiente
biotico e abiotico che le circonda, ma si pongono come obiettivo
la costituzione di una rete ecologica organica a tutela della
biodiversità in Europa. Con Natura 2000 si attribuisce un'importanza
non solo alle aree ad alta naturalità ma anche a quei territori
contigui che costituiscono l'anello di collegamento tra ambiente
antropico e ambiente naturale e ai corridoi ecologici, ovvero
quei territori indispensabili per mettere in relazione aree
distanti spazialmente ma vicine per funzionalità ecologica.
L'isolamento di habitat e di popolazioni di specie è pericoloso
perché compromette la loro sopravvivenza riducendo l'area minima
vitale. Un concetto questo più facilmente comprensibile se riferito
a specie come l'orso o il camoscio appenninico, che trovano
una grave minaccia alla loro sopravvivenza se rimangono isolate
in aree protette senza possibilità di comunicazione con altre
aree e con altre popolazioni della loro specie, ma che è valido
per tutte le specie e gli habitat. La conseguenza pratica è
che, per rendere funzionale la rete Natura 2000, si devono promuovere
interventi che rimuovano le minacce alle specie e agli habitat
e che vadano anche a intervenire su situazioni ambientali parzialmente
compromesse (ma che abbiano la potenzialità di rinaturalizzarsi).
Con lo scopo di salvaguardare l'integrità dei siti attraverso
l'esame delle interferenze di piani e progetti non direttamente
connessi alla conservazione degli habitat e delle specie per
cui essi sono stati individuati, ma in grado di condizionarne
l'equilibrio ambientale, la Direttiva Habitat introduce con
l’art.6, comma 3 la procedura di Valutazione d’Incidenza. In
ambito nazionale, la valutazione d'incidenza viene disciplinata
dall'art. 6 del DPR 12 marzo 2003, n°120 e successive modifiche),
che ha sostituito l'art. 5 del DPR 8 settembre 1997, n. 357
che trasferiva nella normativa italiana i paragrafi 3 e 4 della
direttiva "Habitat".
Nel territorio comunale di Torino di Sangro sono presenti 2 Siti di Importanza Comunitaria, rispettivamente:
1) IT 7140107, Lecceta Litoranea di Torino di Sangro
e Foce del Fiume Sangro, ricadente sui Comuni di Torino
di Sangro (in modo prevalente– 90% circa di cui 175ha ricadano
nella Riserva Naturale Regionale “Lecceta di Torino di Sangro
– L.R. n°67/2001) e Fossacesia.
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2) IT 7140111, Boschi riparali sul fiume Osento,
ricadente nei Comuni di Torino di Sangro (in modo prevalente-
70%circa), Casalbordino e Villalfonsina.
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SRUMENTI DI GESTIONE E TUTELA
Allo stato attuale per nessuno dei due SIC esiste un piano di
gestione, anche se per quanto riguarda il sito IT 7140107, Lecceta
Litoranea di Torino di Sangro e Foce del Fiume Sangro, la parte
ricadente nella Riserva Naturale Regionale ha in via di approvazione
in Consiglio Comunale il Piano d’Assetto Naturalistico, nel
quale oltre a considerare la superficie della Riserva prevede
forme di gestione e tutela anche per gli habitat esterni alla
Riserva, ma compresi nel SIC. All’interno del Piano Regolatore
Comunale, del Piano del Demanio Marittimo, del PTCP della Provincia
di Chieti e nel Piano Regionale Paesistico sono previste forme
di tutela generali per le aree in questione. La gestione della
parte del SIC IT 7140107 è stata legata ed incentrata alle azioni
previste di anno in anno per la Riserva Naturale Regionale “Lecceta
di Torino di Sangro”, dal 01/01/2008 la gestione della Riserva
è tornata completamente in capo al Comune che la attua attraverso
l’Ufficio Tecnico e dal 15 dicembre 2008 attraverso un figura
professionale specifica che coordina e supporta l’amministrazione
anche per quanto attiene la gestione dei due siti Natura 2000.
L’unica forma di controllo, e anche di gestione, se vogliamo
indiretta, delle aree SIC non ricadenti nella Riserva Naturale
Regionale “Lecceta di Torino di Sangro” è quella esercitata
tramite le Valutazioni d’Incidenza dei progetti previsti nei
SIC o nelle loro prossimità o che potenzialmente potrebbero
avere impatti sui SIC, come delegato dalla L.R. n°3/2003, in
rispetto dell’art.6 della Direttiva “Habitat” 43/92/CEE.
ATTIVITA' DI COORDINAMENTO E SENSIBILIZZAZIONE
Nel 2006, per
supportare l’azione dell’Amministrazione Comunale di Torino
di Sangro nella gestione del territorio e delle attività legate
alla progettazione ambientale, è stato istituito con Delibera
n°1 del 11/01/06, il G.R.A.P.P.A. (Gruppo di Ricerca Applicazione
Progettazione e Pianificazione Ambientale), all’interno del
quale i volontari presenti hanno sviluppato tesi e progetti
sui SIC. Da uno di questi progetti l’Amministrazione Comunale
di Torino di Sangro nel 2006 insieme al WWF Italia ed alla Provincia
di Chieti ha implementato il Progetto Costa Teatina Sostenibile
(Co.Te.So), di cui ha curato la Segreteria, al fine di mettere
le basi per una gestione sostenibile ed integrata della zona
costiera secondo le linee guida europee ICZM (Integrated Coastal
Zone Management), che vedeva come protagonisti i comuni costieri
della Provincia di Chieti riservando un ruolo chiave ai siti
Natura 2000 costieri e proponendo strumenti pratici per porre
in essere una gestione integrata, coordinata e sostenibile della
zona costiera. Dal 2006 vengono organizzate, in concomitanza
con le Green Week a livello Comunitario, le Settimane Verdi
per sensibilizzare la cittadinanza, i turisti e i fruitori della
Riserva Regionale sulle tematiche scelte e per far conoscere
la rete Natura 2000 (cos’è, a cosa serve, come funziona). Nel
2007 si è cercato di lavorare e di coordinarsi, con gli altri
comuni con i quali si condividono i siti Natura 2000 (Casalbordino,
Fossacesia e Villalfonsina) al fine di unire le risorse e le
forze per gestire i SIC. Tale sforzo insieme al WWF Provinciale
di Chieti ha fatto si che si presentasse un progetto riguardante
la gestione del SIC dell’Osento presso l’Assessorato Ambiente
ed Energia della Provincia di Chieti, progetto purtroppo non
finanziato.
